Prima moto, come sceglierla senza rimpianti

Chi ha visto film come Easy Rider, Il Selvaggio,Top Gun non può non avere desiderato, anche solo per un istante, di guidare una moto. Ma per chi non ne ha mai posseduta una è un po’ come tuffarsi in acqua senza ancora saper nuotare. Se il vostro obiettivo è ampliare il raggio di azione, liberarvi dagli stress quotidiani, tra voi e il vostro orizzonte c’è sicuramente una moto. Ma che cosa implica? Ecco qualche suggerimento per montare bene in sella.

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Possedere una moto
Ogni scelta implica una rinuncia. In soldoni: acquisto la moto e rinuncio a una parte del gruzzoletto in banca. Purtroppo le spese non finiscono qui e, per evitare sorprese, bisogna preventivare anche gli altri costi che andremo a sostenere.

Assicurazione
Il costo di una polizza di assicurazione varia secondo diversi parametri. I più importanti riguardano l’età del conducente, se ha avuto incidenti, e la zona dove risiede e quindi utilizza in prevalenza la moto.

Fortunatamente ci viene in aiuto la rete. Tutte le compagnie hanno infatti un sito internet sul quale è possibile fare un preventivo in tempo reale, confrontare le varie tariffe, e prendere la decisione più conveniente. I costi medi, per la sola responsabilità civile, possono variare da 300 a 600 euro l’anno.

Manutenzione
Gli intervalli di manutenzione di una moto sono più ravvicinati rispetto a quelli di un auto, perché il motore fa un numero di giri più elevato e il cambio dell’olio (e del filtro) deve essere più frequente (5.000/7.500 km), con un costo del tagliando tra i 100 e 150 euro. Questo vale anche per il controllo della distribuzione che generalmente deve essere fatto ogni 20.000 km. Le gomme hanno una percorrenza media di 7.000/10.000 km quella anteriore, mentre la posteriore dura solo poco più della metà. La spesa per un cambio di gomme varia in media dai 200 ai 300 euro.

Accessori
Lasciamo da parte quella componentistica che serve a personalizzare la moto, sulla quale ogni tipo di fantasia si può liberamente sbizzarrire, e prendiamo in considerazione l’indispensabile, vale a dire quello che serve per la sicurezza e per tutelare l’incolumità del pilota. Il casco è obbligatorio e il mio consiglio e di acquistarne uno di tipo integrale, di vetroresina, il cui costo medio è sui 200/300 euro. C’è chi sostiene che dell’abbigliamento tecnico se ne possa fare a meno. Dopo aver visto l’esito di alcune cadute, e anche averle sperimentate di persona, penso che una giacca, un paio di guanti e le scarpe con le protezioni siano il minimo indispensabile. Costo medio sui 350 euro.

Guidare una moto
Se non si vuole cadere nel tranello di chi pensa che guidare la moto è facilissimo come andare in bicicletta, si farebbe bene a prendere in considerazione di frequentare una scuola di pilotaggio. Non è obbligatorio ma nei corsi si apprendono le nozioni essenziali per condurre la moto in scioltezza. Il costo medio di un corso di guida stradale è di 300 euro.

Scegliere la moto
Se dopo aver letto le righe precedenti siete ancora determinati ad andare avanti, allora dovete sapere che nella stragrande maggior parte dei casi la moto si sceglie con la pancia! Mentre il cervello osserva impotente. Non ragionandoci su è abbastanza inevitabile pentirsi poco dopo averla scelta, e quindi si decide di acquistarne un’altra, finendo con lo spendere più soldi di quanti ne avreste impiegati se la scelta fosse stata azzeccata al primo colpo. Allora sforzatevi di tenere bene a mente queste semplici considerazioni.

Tutti rimaniamo affascinati dalle grosse Harley, oppure dalle potentissime ipersportive da 200 cavalli, ma prima domandiamoci seriamente che uso vogliamo fare della nostra moto.

Perché se un tassista usasse per la sua attività urbana una Ferrari, trovate anche voi che c’è qualcosa che stride. Una fascia ragionevole di cilindrata e potenza, per chi si appresta a diventare motociclista, è quindi tra i 500 e gli 800 cc. Ovviamente non super sportiva. Nel caso di qualche bicilindrico vintage si può anche sfiorare i 900 cc. Vanno considerati anche il peso, perché la moto deve essere spostata agevolmente a motore spento, e l’altezza della sella, per arrivare a poggiare con sicurezza i piedi a terra. Consideriamo anche la posizione di guida: quella ottimale, che permette un buon compromesso tra comodità e controllo del mezzo, deve essere molto simile a quella del fantino che sul cavallo sta andando al piccolo trotto.

Sono convinto che molti tra quelli che hanno letto questo articolo, difronte alla moto dei loro sogni si dimenticheranno tutto (continua a cascarci anche chi vi scrive). Ma vi chiedo un ultimo sforzo: leggete la tabella che segue.